FAQ

Ammoni Quaternari: utilizzarli sì o no? E Quali?

Gli ammoni quaternari (detti QUATS e pensiamo soprattutto al Benzalconio Cloruro, QUATS di 1° Generazione), sono stati relegati da molto tempo ormai al ruolo di disinfettanti di basso livello, con spettro incompleto, in quanto non agenti su determinanti patogeni, come ad esempio i Gram -. Inoltre, i fenomeni di tossicità e sensibilizzazione cutanea, ne hanno drasticamente decretato il limite. Oggi, però, con l’introduzione di nuovi QUATS, i cosidetti ammoni quaternari di 4° Generazione (che introducono delle modifiche alla struttura base del Benzalconio Cloruro), si sono ottenuti dei composti che non solo vanno ad agire sui Gram – (Pseudomonas), ma azzerano quelli che erano i possibili effetti di tossicità potenziale e di sensibilizzazione. Essendo composti pesanti, a concentrazioni adeguate, si evita il fenomeno della volatilità e quindi si rendono adatti all’utilizzo anche in ambienti angusti con problemi di ventilazione. E’ ovvio, che da soli, non avranno mai uno spettro tale da coprire le esigenze di abbattimento della carica virale, ma se associati (sfruttando il “principio di sinergia”), si rivelano oggi, dei composti di assoluta efficacia, sicurezza e praticità d’uso.

Sistemi enzimatici: che cosa sono e che cosa verificare.

I sistemi cosidetti plurienzimatici, detti anche sistemi proteolitici (in grado cioè di scindere le proteine) dovrebbero essere deisistemi selettivi e stabilizzati nel tempo, in grado cioè di mantenere inalterate le loro proprietà enzimatiche per tutta la giornata lavorativa.

Ecco quindi che enzimi quali proteasi, lipasi ed amilasi (gli unici 3 enzimi che veramente devono esserci in un prodotto) dovranno essere testati con prove che dimostrino la loro selettività e stabilità nel tempo. Solo grazie a questi test, gli utilizzatori potranno dire di essere sicuri del prodotto che hanno acquisito. Questa stabilità, per i sistemi enzimatici, deve essere provata anche per il bagno ad ultrasuoni, strumento questo molto utilizzato per ridurre i tempi della decontaminazione – detersione, ma che può creare stress al prodotto che vi viene insererito.

Frizione chirurgica: gel o sapone antisettico?

Dato che il lavaggio frequente delle mani è costoso, fa perdere tempo e spesso causa secchezza e irritazioni, gli esperti hanno studiato nuove strategie per aumentare il grado di compliance alle indicazioni di igiene delle mani da parte degli operatori. Cercando di rendere più facile, veloce ed efficace l’antisepsi delle mani, con il minimo sforzo e senza irritare, le nuove linee guida dell’OMS, prevedono anche il ricorso a prodotti come soluzioni o gel a base idroalcolica, in sostituzione dei classici saponi a base di clorexidina o iodio. Diversi studi hanno provato che gli infermieri che usano prodotti alcolici, dotati di adeguati emollienti ed umettanti, per l’antisepsi delle mani, hanno meno irritazioni cutanee e secchezza rispetto a chi si lava anche solo con acqua e sapone. Da ultimo, le soluzioni in gel risultano più pratiche nell’uso, rispetto alle altre formulazioni, in quanto consentono una distribuzione più omogenea del prodotto su tutta la superficie della mano.

Questo è soprattutto vero per i gel di ultima generazione, di tipo tissotropico, che riescono quindi ad avere tempi di contatto più brevi (ad es: possono soddisfare la norma EN 14791 in 1 min e 30 totale anziché 3 min totali), migliorando ulteriormente compliance e costi di utilizzo per la struttura.